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INDENNITA’ DI TRASFERTA

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 282 del 2 dicembre 2016 è stata pubblicata la Legge n. 225 del 01.12.2016 di conversione al c.d. “Decreto Fiscale”.

Per l’Autotrasporto è importante l’articolo 7 quinquies della legge (testo allegato) in quanto interviene sulla questione dell’esatta qualificazione del lavoratore trasfertista.

La norma conferma che l’indirizzo seguito finora nel regime di tassazione delle indennità di trasferta per il settore autotrasporto è corretto perché esclude l’assimilabilità degli autotrasportatori ai trasfertisti in virtù del fatto che le indennità corrisposte non hanno carattere continuativo, ma competono soltanto per i giorni di effettiva trasferta.

La norma definisce trasfertisti i lavori per cui sussistono queste tre condizioni:

– la mancata indicazione, nel contratto o nella lettera di assunzione, della sede di lavoro;

– lo svolgimento di un’attivitĂ  lavorativa che richiede la continua mobilitĂ  del dipendente;

– la corresponsione al dipendente, in relazione allo svolgimento dell’attivitĂ  lavorativa in luoghi sempre variabili e diversi, di un’indennitĂ  o maggiorazione di retribuzione in misura fissa, attribuite senza distinguere se il dipendente si sia effettivamente recato in trasferta e dove la stessa si sia svolta.

Al trasfertista si applica un abbattimento al 50% del reddito imponibile, percepito a titolo di indennità e premi (comma 6, art 51 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi). Questo chiarimento è molto importante per le imprese di Autotrasporto perché conferma la corretta applicazione del comma 5 dell’art. 51 TUIR poiché riprende l’indirizzo interpretativo dell’amministrazione finanziaria (circolare 326/1997; Risoluzione 56/2000; circolare 101/E/2000 e circolare 143/2002) che ha escluso l’assimilabilità degli autotrasportatori ai trasfertisti proprio in considerazione del fatto che nell’autotrasporto le indennità ad essi corrisposte NON hanno carattere continuativo, ma competono soltanto nei giorni di effettiva trasferta. Anche l’art. 11 bis comma 8 stabilisce che “l’attività del conducente, in quanto NON trasfertista, si esercita in partenza dal luogo fisso nel quale è situata l’abituale sede di lavoro, per rientrare nello stesso luogo, fermo restando che tale attività è quella definita in modo positivo all’art. 3 c. 1 lett. A) D.LGS 234/2007,.

Per cui all’Autotrasporto correttamente si applica il comma 5, art. 51 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (D.P.R. n. 917/1986) che nel caso di rimborso a forfait prevede che l’indennità di trasferta sia esente da IRPEF e contributi, entro il limite giornaliero di esenzione pari a 46,48 euro per i servizi eseguiti in Italia e 77,46 euro per i servizi eseguiti all’estero.

SERVIZIO LEGALE E CONSULENZA DEL LAVORO:

Con l’occasione ricordiamo che Trasportounito ha attivato, ormai da parecchi anni, collaborazioni specialistiche con Legali e Consulenti esperti nel settore dell’Autotrasporto.